IL GIOCO, GIOCARE

LA CULTURA DI FILOSOFIA SCIENTIFICA DELLA VITA.
OPERA LETTERARIA: “L’ INCANTEVOLE CAMMINO DELLA VITA”.
AUTORE DOTT. CARMINE CORREALE (288 pagine, pubblicato nel 2011).
SAGGIO N° 70
IL GIOCO, GIOCARE
Il desiderio essenziale di volersi dedicare ad un gioco singolo o collettivo, è sinonimo di ricreazione e passatempo, particolarmente per i bambini e adolescenti, i quali dedicano tutto il loro tempo in svariati giochi: a palla, a nascondino, a rincorrersi ecc…

I giochi, sono ispirati e suggeriti dalla fantasia del momento, oppure favoriti dai vari giocattoli, specialmente per i più piccini, che sfruttano abilmente questa risorsa, sia dal punto di vista della reattività, che conoscenza e approfondimento didattico.

Sono proprio i tantissimi giocattoli disponibili in commercio ad attirare l’attenzione, a carpire la loro conoscenza e sfruttare le caratteristiche di questi mezzi essenziali, capaci di trasformare il tempo, in un conseguente comportamento di svago e divertimento.

I giochi si possono elaborare con una serie infinita di mezzi, a disposizione di chiunque, ma anche con parole, quiz, indovinelli; perciò questo modo di giocare singolarmente e collettivamente, rimane una classica abitudine, di volersi egoisticamente esprimersi.

Vi sono poi secondo la mia dizione, i giochi “impegnativi”, a danaro e quelli condotti con una particolare verve, tendenti a trastullarsi con i doppi sensi o equivocare, baloccarsi e gingillarsi attraverso un comportamento diletto e scherzoso.

L’istinto per il gioco è sintomo d’allegria, gaiezza e buona salute, idoneità per fare anche giochi sportivi o prendere parte alle gare con altri concorrenti, se si è in possesso di forza, destrezza, abilità e di una discreta forma fisica.

Ovunque vi sono potenziali giocatori di gare sportive, ma anche accaniti scommettitori del gioco d’azzardo o altre scommesse: come il lotto, la borsa, le carte, ai cavalli ecc…, i quali solo raramente danno qualche vincita soddisfacente.

Il gioco è un’aspirazione pericolosa e quantunque si è molto abili nello scommettere, tentare il gioco d’azzardo resta un rischio alto, perché non permette al giocatore di esibire le sue capacità di bravura, ma affidandosi solo alla chimera.

Il vizio del gioco è una cosa negativa, per questo si attribuisce a costui di non essere un buon padre di famiglia, perché egli arrischia fino all’ultimo “la posta”, per tentare una vincita, sperperando somme di danaro o, addirittura il podere!

Colui che “viene giocato” è una persona che subisce la burla, l’inganno o la truffa, da parte di qualcuno per servirsi ai propri fini, con facilità e disinvoltura, allo scopo di approfittare, e purtroppo queste cose accadono molto spesso e talvolta anche peggiori.

Il gioco visto sotto il profilo salutare, è caratterizzato da qualsiasi esercizio singolo o collettivo, cui si dedicano anche adulti, sia per passatempo o svago, che per affinare le qualità fisiche, prevenire l’obesità, ma soprattutto ritemprare le energie fisiche e spirituali.

Prendersi gioco di altri in senso ironico, insistendo potrebbe diventare una situazione ostile e complicata e quando essa non è più tollerata, può finir male, perché lo scherzo nel suo complesso, è sempre una burla, che a lungo diventa beffarda,

Tale condizione, sottopone una dimensione delle relazioni concrete ad una differenza di variante di una situazione male accettata, che potrebbe trasformarsi in ostilità, per i contendenti suscettibili e caratterialmente più fragili.

Da questa mia sintesi, si consiglia di fare sempre un bel gioco parsimonioso, ma farlo con moderazione, senza mai intaccare la sensibilità altrui e se avete voglia, fatelo pure al lotto o con altri giochi, ma soprattutto senza svuotare troppo le tasche!.
Autore: dott. Carmine Correale,
Poeta, scrittore, saggista, e interprete d’arte e dipinti.
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Continuate a leggere domani un altro interessate saggio di cultura della vita. Grazie.

foto di Carmine Correale.
foto di Carmine Correale.
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