BREVE STORIA DEL VESUVIO DI NAPOLI

BREVE STORIA DEL “VESUVIO” DI NAPOLI.(CON VIDEO ERUZIONI 1944)
DEL DOTT.CARMINE CORREALE, (POETA, SCRITTORE E SAGGISTA).
CLICCANDO L’ULTIMO RIGO, VEDRETE DIVERSI VIDEO DI ERUZIONI.
Il VULCANO più famoso del mondo, con il cono alto 1281 metri, si porta alle spalle millenni di storia. Protagonista di molte opere letterarie, sin dall’antichità, furono scritte anche nella letteratura greca e latina.

Il VESUVIO è collegato alla Dea “VESTA”, la divinità del fuoco e del focolare, e fu zona di lusso dei Patrizi romani, con adiacenti ricche e fertili terre.

L’atroce risveglio del cratere, si ebbe nella notte del 24 agosto del 79 D.C., quando durante l’eruzione del “VESUVIO” , furono distrutte intere città, come: Ercolano, Stabia e Pompei, seppellite da ceneri e lapilli, e poi si sono susseguite altre catastrofiche eruzioni, avutesi, fino ai giorni nostri.

Le principali eruzioni e tipi, degli ultimi 25.000 anni, sono di seguito riportate:
ESPLOSIVA PLINIANA: (eruzione catastrofica) nel 79 D.C.; EFFUSIVA: (moderata), nel 685 D.C. E quelle EFFUSIVE – ESPLOSIVE del 472 D.C. e 787 D.C..

L’ultima eruzione del 18 marzo 1944, si verificò con alcuni segni premonitori il 6 gennaio, con la frattura del conetto eruttivo vesuviano e la discesa di un flutto di lava intenso.

Nel mese di marzo vi furono esplosioni stromboliani e scosse simiche, con la diffusione del fumo dannoso dal cratere e, nei giorni a seguire, la formazione di ben otto fontane di lava che raggiunse i Comuni di San Sebastiano e Massa di Somma.

Le altre cittadine colpite dal cataclisma furono: Terzigno, Pompei, Scafati, Angri, Nocera, Poggiomarino e Cava. Lo stato di calma iniziò il 7 aprile 1944 e perdura fino ad oggi.

Le sue falde sono intensamente abitate e coltivate.

Sono 18 i centri abitati vesuviani a rischio, appartenenti alla zona rossa, da evacuare in caso di emergenza, poiché in quest’area si potrebbe prevedere una totale distruzione e sulle pendici abitano circa 800.000 persone e altre 578.175 sono in pericolo in altre zone limitrofe contrassegnate dai colori arancione, giallo e verde.

Ricordo che l’eruzione distruttiva del 79 D.C., provocò la totale distruzione di Ercolano, Pompei, Oplontis (attuale Torre Annunziata) e Stabia, le cui rovine rimaste sepolte sotto strati di pomici, sono state riportate alla luce a partire dal XVIII secolo, sotto la dinastia dei Borboni, durante il Regno di Napoli.

Nel 1631 ci fu un’altra terribile eruzione, con eventi premonitori di rigonfiamento del suolo, piccoli terremoti che si manifestavano già da qualche mese prima e prosciugamento delle fonti.

All’alba del 16 dicembre il Vesuvio entrò in attività, dopo un riposo di 130 anni, con esplosioni, accompagnate da cenere, lava, acqua e vapori e successivamente da altre eruzioni esplosive, con ceneri, pomici e gas nei periodi: febbraio 1848 e nel 1826, 1855, 1872, 1906 ed infine l’ultima eruzione dal 16 al 29 marza del 1944.

QUANDO CI SARA’ LA PROSSIMA ERUZIONE? LA DATA E’ SEGNATA NEL DESTINO, MA DESIDERO AGGIUNGERE CHE LA NOSTRA ARTE, CULTURA E POESIA, CREDE ALLA BENEVOLENZA DEL “VESUVIO” SIMBOLO ETERNO DI NAPOLI E DEL MONDO INTERO.

AUTORE COMMENTO: DOTT. CARMINE CORREALE.

http://youtu.be/QR3pVi2fkhs (VIDEO YOU-TUBE ERUZIONI 1944 E 1906)

foto di Carmine Correale.

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