IL BENE, LA BENEDIZIONE

LA CULTURA DELLA VITA DEL DOTT. CARMINE CORREALE.
DALL’ OPERA LETTERARIA “L’INCANTEVOLE CAMMINO DELLA VITA”.
– SAGGIO N° 29 –
IL BENE, LA BENEDIZIONE
Il bene è sinonimo dell’aggettivo buono con riferimento ad una situazione particolarmente soddisfacente e vantaggiosa, come nel caso specifico degli affari che vanno bene, oppure in negazione, come una salute precaria, quando una persona non si sente bene.

Vi sono alcune espressioni, spesse riportate durante un colloquio, come queste: “Aspirare al bene, l’amore per la gente, gli auguro ogni bene”, ma quanto detto, corrisponde all’idea della valutazione attiva d’utilità o di vantaggio, per lo più dal punto di vista morale economico.

Davanti a tutte queste espressioni, molte volte si esprimono con una sfumatura polemica nel sottolineare le seguenti frasi: “Credo bene! Gliel’ho ben detto! Un Esercito ben armato! Un’area di ben diecimila metri quadrati!”, per indicare entità o misure straordinarie.

Il bene, in letteratura ha un significato positivamente straordinario ed è premesso a tantissimi sostantivi ed aggettivi, per determinare un significato che gode
il favore del cielo e della terra, ricco del dono delle grazie, con una fertilità illuminata.

Colui che è benedetto, ha avuto la benedizione secondo il rito della Chiesa, con l’acqua Santa benedetta ed egli gode per tutta la vita, del favore del cielo, con una fastosità dell’esistenza benaugurata a partire propria dalla cerimonia battesimale.

“Benedetto sia ‘l giorno e ‘l mese e l’anno E ‘l bel paese e ‘l loco ov’io fui giunto Da duo begli occhi che legato m’hanno! Solo tu fosti … eletta vergine beata! Che ‘l pianto d’Eva in allegrezza tomi!”. (Petrarca) e quelli di Dante: “Dio sia benedetto! Beata colei che in te s’incinse!”.

Il benedire è un coniugato di saluto solenne, nell’impartire la benedizione liturgica, per invocare da Dio il bene, la protezione e l’auspicio di profonda gratitudine, affinché suggelli il suo buon cuore a fare del bene e ringraziando i suoi Doni.

Dio possa assistere e proteggere le fatiche dell’uomo, benedicendo con tale formula d’augurio affettuoso l’attenuazione delle fatiche e dei dolori, nonché i momenti di sconforto, la cui consacrazione suggella il rituale religioso della Chiesa Cattolica.

Il rito liturgico della benedizione si rinnova nella consacrazione delle cose e delle persone dai ministri di Dio con una funzione particolare ai fedeli, con un atto solenne di saluto ed augurio, espresso con vivo sentimento e gratitudine.

I beneficati presenti ricevono insieme alle famiglie in ogni luogo e tempo, l’assistenza di Dio e il favore celeste, che la benedizione scenda e consta per sempre di benessere, di prosperità, o la risoluzione di qualche grave problema quotidiano.

Una benedizione s’invoca nei momenti di maggior aiuto e bisogno, oppure in caso di malattie e siccità , quando necessita per lenire un dolore intenso, oppure l’auspicio che la pioggia è una benedizione per la campagna arida.

Un’importante riflessione della benedizione, e la beneficenza, durante ogni funzione liturgica, con la disposizione abituale a fare del bene, anche senza limiti, di chi spontaneamente o per fede, aiuta le persone bisognose, perché motivato dalla carità cristiana.

Talune opere, possono essere cedute in beneficenza, oppure prestate in beni e servizi, al solo scopo di aiuto umanitario e anche in organizzazioni di fiere e feste, il cui ricavato va destinato alle persone ammalate, bisognose, o colpite da handicap.
Autore dott. Carmine Correale.
(poeta, scrittore, saggista e artista interpretativo).

Continuate a leggere domani la seconda parte di questo meraviglioso saggio.
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