IL CUORE

IL SAGGIO DI CULTURA DELLA VITA DEL DOTT. CARMINE CORREALE
IL CUORE
Il cuore è il classico sostegno dominante e sede principale della vita affettiva e spirituale del genere vivente e, quindi simbolo naturale dell’intimità sul piano dei sentimenti la cui conduzione della singola vita, dipende dalla sua resistenza.

E’ il considerevole supporto centrale della vita dell’essere vivente; quindi, simbolo della natura e del riflesso comportamento, sul piano dei sentimenti e degli altri atteggiamenti esteriori impulsivi ed emotivi riconducibili.

Proprio dal cuore prendono corpo i sentimenti ed i valori, che si scontrano con l’animosità del risultato principalmente soddisfacente ed altre volte contrastante dal punto di vista della tendenza ideologica, di una dimensione normale.

Attraverso il cuore, si stabiliscono le giuste autonomie caratteriali e comportamentali, ma spesso accade che l’essere vivente, da una pacifica persona si trasforma in un individuo senza scrupoli e ricco di pregiudizi, oltrepassando i margini consentiti.

Allorquando succede questo, buona parte del mediocre risultato si riflette sul cuore, che decide di inviare impulsi e stimolazioni negativi alla coscienza, che anziché respingerli, si lascia attrarre da queste sensazioni diverse, credendo di far bene.

Il cuore oltre a trasmettere la sua importante funzione , è altresi un organo trasmissivo ed influente negli umori e capacità personali, che a volte riescono anche a contribuire in sostanziali modifiche, lo status comportamentale e di relazione con gli altri.

Ecco perché negli aspetti comportamentali esistono, numerosi atteggiamenti con alti e bassi, senza mai una linea equilibrata intermedia, non influenzabile per gli altri soggetti, che riescono a captare queste variazioni con l’istinto e l’intelligenza.

In questo modo, ogni persona è racchiusa nel suo caratteristico “guscio”, che lo avvolge e lo protegge, ma soprattutto lo plasma e lo rende con una caratteristica valida ed appropriata alle sue esigenze esistenziali di vita, preservandolo per tutta l’esistenza.

Nel caso di una persona buona e caritatevole, queste doti nascono dal cuore e dal temperamento, per il modo di essere sempre disponibile e solidale nei confronti del prossimo, ma nello stesso tempo, esistono anche dei soggetti che potrebbero rigettare la tesi.

La dote essenziale di trasmettere agli altri è senza dubbio, quella di avere buon cuore, rispecchiando nel complesso, una brava persona pietosa , che riesce con tutta se stessa a sopperire al bisogno altrui con sacrificio ed orgoglio.

Il sentimento maggiore convogliato dal cuore è indubbiamente la commozione, che trascende fino al dolore, ma anche quella gioia che alcune volte appaga il nostro animo, dove il cuore toccato in profondità, riesce persino a commuovere ed impietosire.

Nel caso che il dolore supera ogni immaginazione, per aver vissuto una tragedia , catastrofe o perdita di una persona molto cara, solo in quel momento si percepisce uno schianto o uno strappo straziante al cuore, che non permette rimedi risolutori.

In questi casi, la persona è costretta a vivere i più tetri e brutti momenti della propria vita, nella totale incapacità di un ritorno esistenziale, relegandosi in una sofferenza inaudita, attraverso le urla strazianti e le invocazioni alla ragione di esistere.

Le spine nel cuore, i tormenti, i crucci, i desideri e le volontà improvvise, sono tutti sentimenti astrattuali dell’animo suggeriti dal cuore, che riescono ad esternare delle emozioni improvvise e profonde, che s’identificano nel simbolo dell’intimità del pensiero e del sentimento, nel confessare e dichiarare a cuore aperto tutti i propri desideri.

In questi casi, la prerogativa espressiva più importante è l’emozione, che si sposa con la sincerità quando il soggetto, purificato dalla meditazione e riflessione , dimostra agli altri l’espressione naturale di parlare col cuore in mano.

Pertanto il cuore oltre ad essere un importante organo di funzione vitale, è anche un generatore proficuo di sentimenti, che attraverso le sue variabili alternanze, riesce ad elaborare i pregi e gli umori di qualsiasi dimensione concettuale ed astrattuale.

Un’altra importante espressione è quella che si ripete spesso: “tenere a cuore o in cuore”, che caratterizzano due contrapposte opinioni, rispettivamente d’amare e privilegiare in modo unico e nascondere l’intimo nel cuore, ma guardarsi dal manifestarlo.
Attraverso il simbolo dell’affetto e della passione, il nostro intellettuale linguaggio elabora una serie di affermazioni intuitive, come ad esempio “affari di cuore, la donna del cuore, il cuore non invecchia, dare il cuore a qualcuno….. ovvero, il proprio amore”.

Altresì, esso diventa il simbolo della volontà e dei desideri, come “avere a cuore” (desiderare), “prendersi a cuore” (prendersene cura) “stare a cuore” (interessare) “avere a cuore “ (averne l’intenzione) “mettersi il cuore in pace” (rinunciare ai propri desideri, rassegnarsi).

E inoltre: ”ridere di cuore e ringraziare di cuore“ ed anche “cuor di leone” (coraggioso).

Tutto ciò sopra riportato, emana straordinarie sensazioni che coinvolgono ogni essere vivente, solo e soltanto dal ciclo vitale, ma sempre favorito ed arricchito dal pulsare del nostro cuore!.

Ricorda Nathalie, che tutti i sentimenti nascono dal cuore!

Autore: Dott. Carmine Correale (Poeta, scrittore. Saggista e interprete d’arte e dei dipinti.

foto di Carmine Correale.

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