Recensione su il “Corriere di San Floro e della Calabria”

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Articolo di Antonio Zaccone

Le avventure dei ragazzi di San Felice

È il racconto della vita in un borgo tanti anni fa, con la “poesia” del focolare domestico; quando si dava credito ai valori della vita, assenti nella società di oggi, consumistica e deviante. Sembra per vari aspetti la fotografia di Borgia o San Floro negli Anni Quaranta-Cinquanta

“Le avventure dei ragazzi di San Felice” è un libro autobiografico di Carmine Correale, pubblicato di recente dall’Editrice Italia Letteraria di Milano, pagg. 193, euro 13,50.
L’autore narra fatti avvenuti cinquant’anni prima (a cominciare dal dopoguerra fino agli Anni Sessanta) nel villaggio di San Felice, piccolo centro poco distante da Avellino, ad opera di un numeroso gruppo di ragazzi del luogo,compagni di scuola, sollecitati dallo spirito di avventura che albergava nella loro mente.

Recensione sul "Corriere di San Floro e della Calabria"

Il Correale parla di antagonismo tra ragazzi, di sfide, gare, scherzi, dimostrazioni di abilità personali in seno al gruppo, escursioni nei boschi, ecc.
Lo scrittore riferisce l’aspetto formativo, di crescita, in ogni componente del gruppo, ottenuto appunto attraverso le varie avventure: crescita della dimensione sociale, acquisizione di esperienze dirette, rispetto per le istituzioni, le tradizioni, la famiglia.
L’autore descrive minuziosamente la vita del borgo: il lavoro dei campi, i prodotti della campagna, la “poesia” del focolare domestico, l’amicizia fra le persone, il rispetto per la natura e gli animali.
Non tralascia di dire che allora nelle case di San Felice mancava la luce elettrica e l’acqua potabile la si attingeva dai pozzi; che vi erano solamente le prime tre classi elementari e che per proseguire negli studi bisognava raggiungere luoghi distanti chilometri, percorrendo a piedi o in bicicletta, anche con il cattivo tempo, strade dissestate.
Il Correale ricorda con emozione il “piccolo mondo antico” di San Felice, che l’ha visto nascere e crescere. Lo descrive come un ambiente di gioia, spontaneità, spensieratezza, in cui si dava credito ai valori della vita, assenti nella società di oggi, consumistica e deviante.